L’idea del progetto di riqualifica degli argini del canale Osellino è venuta ad AmicoAlbero cercando spazi per l’impianto di nuovi individui
arborei.
Già dai primi sopralluoghi si è palesato subito lo stato di enorme degrado delle sponde dell’Osellino. Questo canale scorre lontano dalla viabilità
cittadina e quindi può ospitare, senza diagio alcuno, in quasi tutta la sua lunghezza, alberi ad alto fusto.
Il presente progetto ribadisce l’importanza di vie ciclabili alberate con a lato panchine e cestini, con le quali si potrebbe creare un collegamento
alternativo alla viabilità automobilistica tra Mestre centro, il parco di San Giuliano, Campalto, Tessera e con una piccola deviazione anche l’area di
Forte Marghera.
- Prima e dopo il ponte di via Colombo gli argini del canale sono attualmente completamente spogli e rimangono privi di vegetazione fino alla
foce in laguna dopo Campalto.
- Le essenze più indicate lungo tutta l’asta fluviale per rinaturalizzare questi argini sono: Salici (bianchi e piangenti), Pioppi (neri e tremuli),
Tamerici, Platani, Olmi campestri e Ontani neri.
- La distanza tra un albero e l’altro (sesto di impianto) deve essere molto ampia, anche di 15 m tra un fusto e l’altro per permettere una crescita
ampia e isolata ai singoli individui.
- Questo impianto deve proseguire fino a San Giuliano e oltre, lungo il canale: può arrivare fino al Forte Bazzera. Avrebbe così la funzione di
corridoio ecologico per la fauna tra San Giuliano, il bosco di Mestre nel suo lembo del quartiere Pertini (bosco Osellino), fino all’area verde di
fronte alla scuola ex Massari (ponte di viale Vespucci) e di qui al ponte di via Colombo.
Con una pista ciclabile, inoltre, diventerebbe un comodo e sicuro collegamento viario per i cliclisti.
- Ugualmente da rimboschire sono i prati antistanti il Forte Marghera, alla fine del canal salso.
- Tutto il percorso è lungo circa 8 km che sono raddoppiati dato che le sponde sono 2. Con il sesto di impianto suggerito (15 m) gli alberi da
mettere a dimora sarebbero da un minimo di 1000 ad un massimo di 1100.
- Impianti così consistenti di alberi hanno un forte impatto benefico sulla qualità dell’aria e sul microclima della città, inoltre la facoltà
fitodepurativa di specie come Salici, Platani e Pioppi sarebbe di fondamentale importanza per la qualità dell’acqua che il fiume versa in laguna.
- La presenza di massicci impianti radicali fornisce sostegno e consolidamento agli argini e questi sono molto più resistenti di quelli privi di
vegetazione.
- I costi dell’impianto potrebbero essere coperti dalla Regione Veneto che ha messo a disposizione 500.000 Euro per l’arredo urbano a verde dei Comuni.